HUMAN/ troppo HUMAN/

di Lorenzo Vargas
Copertina di Moscabianca Edizioni

In Italia le raccolte di racconti sono viste con sospetto e vendono poco; lo stesso vale per la letteratura fantastica, che meriterebbe più rispetto da parte di case editrici e critica.

Dette le due frasette di rito, possiamo cominciare.

HUMAN/ è un’antologia di novelle fantastiche (speculative fiction, dice l’etichetta) curata da Diletta Crudeli e pubblicata da Moscabianca, un editore che (fedele all’apertura di questo articolo) si occupa di letteratura fantastica ed ha curato negli anni una serie di splendide raccolte.

Il tema del volume è quello dei corpi, intesi come veicoli di identità e di come la fluidità degli stessi vada ad incidere sulle coscienze che ospitano. La stessa dicotomia tra i due elementi è artificiale, come mi correggerebbe, randellandomi la testa con un giornale bagnato, Francesca Mattei, una delle contributrici del volume: corpo e coscienza sono due estremi dello stesso organismo e ogni variazione di uno si ripercuote sull’altro.

Quanto possiamo allontanarci dal corpo che ci viene concesso alla nascita, per restare umani? è una domanda a cui la letteratura fantastica prova a dare una risposta più o meno da sempre. Le modifiche fisiche assumono un ruolo centrale negli anni ’80 e ’90 del Cyberpunk, come metodo di perfezionamento, mentre nel ’91 Donna Haraway sottolinea come non ci sia bisogno di andare a pescare nel futuro: siamo già cyborg.

Rispetto a questo percorso, Crudeli sposta l’interrogativo, chiedendosi in postfazione se questa preziosa umanità non sia in fondo qualcosa da superare nell’ottica di un percorso più ampio.

Volendo fare un po’ di catalogazione, la raccolta spazia dalla fantascienza al fantasy passando per il weird. Il livello delle produzioni è generalmente alto e impiega egregiamente lo strumento del genere per portare avanti le storie trattate, con alcune eccezioni, dove l’uso del fantastico si rivela gratuito o del tutto metaforico. In tutto il lavoro splende un’attenzione minuziosa per il worldbuilding: ogni racconto offre un mondo che sopravvive dietro la telecamera, a volte troppo, come in Key-code di Gigat dove la variopinta architettura elfpunk proietta la propria ombra sulla modesta avventura di hacker che ne è la trama.

Forse, più che una recensione, HUMAN/ necessiterebbe di un’analisi critica. Ancor più che da leggere, l’antologia è interessante da studiare come documento: in cosa si separa dalle arterie principali dei generi a cui si approccia e dove invece si attiene ad analisi più convenzionali.

La vena transumana della raccolta, ad esempio, insiste sul topos del superamento della limitata condizione umana attraverso la morte egoica: ci sono ben due storie dove appare una colonia fungina dotata di mente alveare in cui si dissolvono i personaggi: Il giardino del diavolo di Bassi e Meditazione Obbligatoria di Benedetti, mentre Acquarium (Perrucci) vede una biologa marina che abbandona la propria natura per abbracciare quella a lei più affine di medusa.

Al contrario, la natura umana non viene mai superata dall’innesto tecnologico. HUMAN/ non ospita macchine: giusto un androide in Venere di Nylon (De Santi) e l’intelligenza artificiale di Simbiosi (Ferrero) che compiono semmai un percorso inverso. Il cyborg della Haraway può dirsi superato in una prospettiva del tutto biologica, che tocca il proprio apice nel gioco di contaminazioni incrociate di Luce (Ramacciotti).

Quest’ultimo racconto, inoltre, ha il merito di regalarci una storia di alieni che non abbia come protagonisti soldati o uomini di scienza, ma un umilissimo allevatore sordomuto in uno sperduto paesino di montagna, in un rinfrescante ritorno di personaggi non specializzati nel fantascientifico.

In una svolta in cui mi piace leggere la nazionalità degli autori del volume, inoltre, le uniche presenze costanti in un’antologia che parla di “corpi ibridi, mutanti e fluidi nell’universo del possibile” sono dio e il sesso. Il primo viene menzionato grossomodo in ogni testo, trovando il proprio apice nell’apparizione come personaggio della divinità ne Il re demone del sesto cielo di Cassini.

La questione identità/orientamento sessuale subisce un trattamento simile: Meditazione Obbligatoria offre una separazione completa tra sesso e identità sessuale, quest’ultima relegata ad un ruolo dichiaratamente funzionale, eco di I Sexually Identify as an Attack Helicopter di Isabel Fall; la protagonista di Key-Code è una donna trans alla ricerca di un modo di utilizzare la magia, contro un’élite di gatekeeper biologicamente donne; Nutrirla di Mattei ha il proprio scatenante in una violenza sessuale e così via.

I parallelismi potrebbero andare avanti all’infinito.

Andando poi a parlare di forma, la scelta di optare per delle novelle, più lunghe di un racconto normale e formato cardine della letteratura di fantascienza, lavora a favore della raccolta: il lettore ha più tempo per impregnarsi dei racconti, assorbirne l’atmosfera, seguire il dipanarsi in archi narrativi più soddisfacenti e soprattutto chiudere il libro a metà di una storia con la prospettiva di poter tornare.

La cura al volume traspare anche dalla scelta dell’illustrazione di copertina a cura di Le Nevralgie Costanti, così come per la scelta della carta su cui stamparla, facile al logoramento e destinata a consumarsi, a mutare durante la lettura. Me la sono immaginata quest’ultima cosa? Può essere.

Rimane il fatto che al di là di qualsiasi valore tecnico esprimibile, HUMAN/ è una raccolta che ispira per prima cosa vitalità e tanto dovrebbe bastare a convincervi alla lettura, coi tempi che corrono.


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